Michela AlgeriVIEW PROFILE →
Il grande cambio della guardia nella moda italiana: i nuovi direttori creativi debuttano a Milano
La Milano Fashion Week primavera estate 2026 ha segnato una svolta epocale per la moda italiana, con i debutti di nuovi direttori creativi da Gucci a Bottega Veneta, da Versace a Jil Sander.
La moda italiana ha vissuto nel 2026 una vera e propria rivoluzione ai vertici creativi delle sue maison più prestigiose. La Milano Fashion Week dedicata alla stagione primavera estate ha rappresentato il palcoscenico di un cambio della guardia epocale, con il debutto di numerosi nuovi direttori creativi chiamati a reinventare marchi storici.
Demna alla guida di Gucci

Uno dei debutti più attesi è stato senza dubbio quello di Demna alla direzione creativa di Gucci. Il designer ha scelto di inaugurare la sua nuova avventura non con una sfilata tradizionale, ma con un cortometraggio intitolato The Tiger, diretto da Spike Jonze e Halina Reijn, presentato il 23 settembre, una scelta che ha sorpreso molti addetti ai lavori.
L'approccio innovativo di Demna testimonia la volontà di rinnovare profondamente il linguaggio del marchio fiorentino. La sua nomina era attesa da tempo dagli esperti del settore, che vedono in lui una delle figure più influenti e discusse del panorama internazionale, capace di ridefinire i codici estetici delle grandi case di moda contemporanee.
Bottega Veneta e la prima donna
Un altro debutto di grande rilievo è stato quello di Louise Trotter alla guida di Bottega Veneta. La sua nomina ha un valore particolarmente simbolico, poiché si tratta della prima donna a ricoprire questo ruolo tra i grandi rimpasti creativi della stagione, segnando un momento importante per la rappresentanza femminile ai vertici del settore.
Nella sua prima collezione, Trotter ha voluto rendere omaggio a Louise Braggion, che fu la prima direttrice creativa donna della maison tra gli anni Ottanta e Duemila. La stilista ha raccontato di aver immaginato il percorso e la libertà di quella figura, evocando idealmente un viaggio verso New York come fonte di ispirazione per il suo lavoro.
I nuovi volti di Versace e Jil Sander
Anche altre grandi maison hanno accolto nuovi direttori creativi in questa stagione. Alla guida di Versace è arrivato Dario Vitale, proveniente da Miu Miu, che ha presentato la sua collezione nella suggestiva cornice della Pinacoteca Ambrosiana. Si tratta di un ingresso molto atteso per una delle case di moda più iconiche del panorama italiano.
Cambiamenti importanti hanno interessato anche Jil Sander, dove Simone Bellotti ha preso il posto di Luke e Lucie Meier. I due stilisti avevano guidato il marchio per un intero decennio, e il passaggio di consegne rappresenta dunque la fine di un lungo capitolo e l'inizio di una nuova fase creativa per la storica maison.
Prada tra tecnologia e adattamento
Non sono mancate le proposte delle maison guidate da nomi ormai consolidati. Da Prada, Miuccia Prada e Raf Simons hanno esplorato il tema della libertà algoritmica, riflettendo sul rapporto tra moda e tecnologia. Secondo Miuccia Prada, la collezione riguarda la reazione all'incertezza, con abiti capaci di trasformarsi, cambiare e adattarsi al contesto.
Dolce e Gabbana e Ferragamo
Sul fronte delle grandi case italiane, Dolce e Gabbana hanno presentato una sfilata a tema pigiama, che ha visto la partecipazione del cast del sequel del celebre film Il diavolo veste Prada, le cui riprese si stavano svolgendo proprio a Milano in quel periodo, unendo così in modo suggestivo il mondo della moda con quello del cinema.
Da Ferragamo, invece, il direttore creativo Maximilian Davis ha attinto ispirazione dall'estetica della Hollywood degli anni Venti e dal Rinascimento di Harlem. Queste influenze storiche e culturali hanno dato vita a una collezione ricca di riferimenti, confermando la straordinaria vitalità creativa che anima le maison italiane in questa stagione.
L'omaggio a Giorgio Armani
La settimana della moda è stata segnata anche da un momento di grande commozione. È stata infatti programmata una sfilata in memoria di Giorgio Armani, il celebre stilista scomparso nel settembre del 2025 all'età di 91 anni. La sua figura ha rappresentato per decenni un punto di riferimento assoluto per la moda italiana e per quella mondiale.
Le collezioni di Emporio Armani e di Giorgio Armani presentate durante la settimana sono state gli ultimi progetti realizzati dallo stilista prima della sua scomparsa. Questo ha conferito agli abiti un valore ancora più speciale, come una sorta di testamento creativo di un maestro che ha segnato profondamente la storia dell'eleganza italiana.
Una nuova era per la moda italiana
Nel complesso, la stagione ha confermato quanto la moda italiana sia attraversata da un profondo processo di rinnovamento. L'arrivo di così tanti nuovi direttori creativi in un tempo relativamente breve rappresenta una sfida ma anche una straordinaria opportunità per ripensare l'identità di marchi che hanno fatto la storia del settore in tutto il mondo.
Tra debutti attesi, omaggi commossi e proposte innovative, Milano ha ribadito ancora una volta il proprio ruolo di capitale internazionale della moda. Gli occhi del mondo restano puntati su queste maison, per scoprire come i nuovi talenti sapranno interpretare e reinventare l'eredità straordinaria che è stata loro affidata dal passato.






