Michela AlgeriVIEW PROFILE →
Del Vecchio, la resa dei conti da 10 miliardi: come l'erede Leonardo Maria prende in mano l'impero degli occhiali
Con un'operazione da circa 10 miliardi di euro, Leonardo Maria Del Vecchio punta a salire al 37,5% di Delfin, la holding che controlla EssilorLuxottica. Ecco cosa cambia per Ray-Ban, Oakley e per il futuro del lusso italiano.
C'è un nome che negli ultimi giorni domina le conversazioni del lusso italiano, ben oltre le passerelle e le vetrine: Leonardo Maria Del Vecchio. L'erede della dinastia che ha costruito il più grande impero mondiale dell'occhialeria si prepara a una mossa destinata a ridisegnare gli equilibri di potere di uno dei gruppi più preziosi del made in Italy, con un'operazione dal valore di circa dieci miliardi di euro.
La posta in gioco non è un semplice passaggio di quote, ma il controllo effettivo di un colosso che tiene insieme moda, tecnologia e retail su scala globale. Per capire perché questa vicenda appassiona tanto il mondo del fashion e della finanza, occorre partire dalla struttura che regge l'intero castello: la holding di famiglia Delfin.
La partita per il controllo di Delfin
Delfin è la cassaforte di famiglia che detiene una quota del 32,4 per cento di EssilorLuxottica, sufficiente a garantire una posizione di controllo sul gruppo franco-italiano. Chi comanda in Delfin, di fatto, indirizza le scelte strategiche di un'azienda che vale decine di miliardi e che occupa una posizione dominante nel mercato mondiale.
Il problema è che, dalla morte del fondatore Leonardo Del Vecchio nel 2022, la holding è stata suddivisa in parti uguali tra otto eredi. Questa frammentazione ha generato disaccordi profondi, paralizzando il processo decisionale e ritardando persino la distribuzione dei dividendi, con evidenti tensioni all'interno della famiglia.
È in questo contesto di stallo che si inserisce la manovra del figlio Leonardo Maria. Ad aprile 2026 gli azionisti di Delfin hanno approvato un'operazione da circa dieci miliardi di euro, pari a quasi dodici miliardi di dollari, che gli consentirebbe di rilevare le quote di due fratelli e di diventare il maggiore azionista individuale della holding.
Chi è l'erede che sale in cabina di regia
Nato il 6 maggio 1995, Leonardo Maria Del Vecchio è un imprenditore e miliardario italiano che all'interno di EssilorLuxottica ricopre già il ruolo di presidente del marchio Ray-Ban, uno degli asset più iconici e redditizi dell'intero portafoglio del gruppo, simbolo riconosciuto in tutto il mondo.
Con l'operazione approvata, la sua quota in Delfin salirebbe al 37,5 per cento, trasformandolo nel principale azionista e mettendolo nella condizione di rompere il blocco che finora ha ingessato le decisioni del gruppo. Un passaggio che segna il suo ingresso definitivo nella stanza dei bottoni della dinastia.
La stampa internazionale lo descrive come l'erede che esce allo scoperto, pronto a raccogliere l'eredità imprenditoriale del padre e a imprimere una direzione più chiara a un gruppo che, dopo anni di crescita, ha bisogno di una guida azionaria stabile per affrontare le sfide dei prossimi anni.
Un impero che va oltre gli occhiali

Comprendere la portata di questa partita significa guardare all'ampiezza del portafoglio di EssilorLuxottica. Il gruppo controlla marchi come Ray-Ban, Oakley e Persol, gestisce licenze di moda prestigiose che includono nomi come Prada e Chanel, e possiede catene di distribuzione globali quali Sunglass Hut e LensCrafters.
Questa combinazione di produzione, marchi propri, licenze del lusso e vendita al dettaglio rende il gruppo un attore unico nel suo genere, capace di presidiare l'intera filiera dell'occhialeria, dall'ideazione del prodotto fino al momento dell'acquisto da parte del consumatore finale nei negozi di tutto il mondo.
Non stupisce quindi che il futuro assetto proprietario di Delfin sia seguito con attenzione da investitori, analisti e addetti ai lavori. Chi guida la holding orienta indirettamente le scelte su innovazione, acquisizioni e strategie di marchio di un pezzo importante del lusso e della tecnologia indossabile a livello internazionale.
Cosa significa per il lusso italiano
Al di là dei numeri, la vicenda tocca un tema caro al made in Italy: la successione nelle grandi imprese familiari. Il modo in cui una dinastia gestisce il passaggio generazionale può determinare la solidità o la fragilità di un marchio, e il caso Del Vecchio diventa così un banco di prova osservato ben oltre i confini nazionali.
Se l'operazione consoliderà davvero una guida unica e riconosciuta, il gruppo potrà muoversi con maggiore rapidità in un mercato in cui l'occhiale è ormai insieme accessorio di moda, dispositivo tecnologico e simbolo di status. La posta in gioco, per il lusso italiano, va quindi ben oltre la semplice contabilità di una holding di famiglia.
Restano da chiarire i tempi e gli effetti concreti dell'accordo, ma una cosa appare certa: con questa mossa Leonardo Maria Del Vecchio smette di essere soltanto l'erede di un cognome ingombrante per diventare uno dei protagonisti destinati a plasmare il futuro dell'industria globale dell'occhialeria.






